Blog di Urban Sketching e Disegno

Dipingere nature morte con le gouache

Devo ammettere che non ho mai capito le nature morte. Sono soggetti che ho sempre trovato insignificanti, forse più che altro noiosi e tristi, un po’ decadenti.

Di recente però mi sono incuriosito e ho iniziato ad avvicinarmi a questo tipo di soggetti, grazie anche agli spunti che ho trovato nel libro “Figure” di Riccardo Falcinelli, che parafrasa Manet:

La natura morta è il banco di prova di tutta l’arte, la pietra di paragone per valutare la qualità di un pittore: ovvero, se sai comporre una manciata di mele poggiate su un tavolo, se sai raccontare il senso dell’esistenza attraverso pochi pezzi disposti con giudizio, allora puoi dipingere qualunque cosa.

Riccardo Falcinelli in “Figure”, parafrasando Manet

Quindi un giorno mi sono applicato e ho dipinto la mia prima natura morta con le gouache.

Il soggetto è una bottiglia di whisky riadattata a erogatore di detersivo per piatti. È accanto al lavandino in cucina e il colore blu del muro di casa mia fa coppia perfetta con il complementare arancione del liquido.

Dipingere la bottiglia con le gouache mi ha permesso anche di studiare come rappresentare i riflessi e le superfici lucide.

Composizione, luci, ombre, colori

Manet parlava della composizione come scopo della natura morta. Seppure questo è un tema che devo sicuramente approfondire e studiare, posso dire di conoscerne i rudimenti grazie ai miei studi di fotografia e cinematografia.

Per me quindi lo scopo di dipingere nature morte con le gouache è lo studio della luce e delle sue qualità. In questo secondo dipinto mi sono concentrato sull’osservare la luce per capire come dipingerla.

Ad esempio la lama del coltello, che tutti sappiamo che è grigia perchè di acciaio, in realtà interagisce moltissimo con la luce, e quindi ho dovuto osservare molto attentamente come la mela, l’arancia e gli altri oggetti per capire come i loro riflessi andavano a modificare il colore della lama.

Lo stesso discorso vale per le ombre. L’ombra alla base della mela ha dei riflessi chiari rossi, mentre quella dell’arancia ha dei riflessi arancioni perchè la superficie della buccia riflette della luce sul piano d’appoggio, colorandola con il suo colore locale.

Stessa cosa con il riflesso dell’arancia sulla mela.

Studiare queste relazioni nella semplicità di una natura morta aiuta molto quando si è in condizioni molto più difficili all’aria aperta davanti a un paesaggio.

Tutto in ombra

Ho preso l’abitudine di iniziare a dipingere una antura morta durante la colazione, prima di iniziare a lavorare. Non sono ancora così veloce da riuscire a finire in tempo, quindi spesso scatto una foto e continuo in altri momenti.

Con l’ultima che ho dipinto ho deciso di complicarmi la vita, mettendo i miei soggetti in pessime condizioni di luce.

La tazza e la bottiglia di latte sono completamente in ombra, illuminate solo dalla luce diffusa che entra dalla finestra, mentre i raggi di sole colpivano di taglio il tavolo e la cucina sullo sfondo.

Dipingere questo soggetto è stato davvero impegnativo, ma molto utile per imparare a vedere i colori senza pregiudizi. So che la bottiglia di latte è bianca, ma in questa situazione in cui era tutta in ombra, il suo colore bianco era in realtà una serie molto scura di grigi più o meno bluastri.

Il rosso della tazza, invece, era più saturo vicino al manico, mentre la parte rivolta verso la finestra era smorzata dalla luce fredda che arrivava da fuori.

Parlando del libro

All’inizio dell’articolo ho citato un pezzo del libro “Figure” di Riccardo Falcinelli. È un’opera davvero interessante che non parla di arte per addetti ai lavori, ma delle immagini che ci circondano in tutti i momenti della giornata.

Ad esempio, nel capitolo sulle figure morte, fa notare come questi soggetti che sembrano così antichi siano in realtà alla base di tutta la comunicazione pubblicitaria odierna:

Quindi insomma, ve lo consiglio proprio, e già che ci siete, fidatevi, agganciate anche “Cromorama”, l’altro suo libro che fa coppia con questo, sono entrambi pieni di curiosità interessanti.

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