Blog di Urban Sketching e Disegno

Come ho iniziato a disegnare – Parte 2: acquerelli e diari di viaggio

Nel post precedente su come ho iniziato a disegnare, eravamo rimasti al mio fallimento con Drawabox. Ma a marzo 2018 c’è stata una svolta. Vorrei essere in grado di ricordare in maniera precisa il momento esatto in cui ho avuto l’illuminazione, ma la memoria è quella che è, quindi cercherò di ricostruire.

La (ri)scoperta degli acquerelli

Forse stavo spulciando Amazon e vedendo una confezione di acquerelli mi sono incuriosito. Più probabilmente ero su YouTube e sono incappato in un video di Peter Sheeler che faceva un disegno molto semplice. Questo me lo ricordo molto bene: con un tratto veloce di penna e l’uso di solo 3 colori ad acquerello aveva creato davanti ai miei occhi, nell’arco di 10 minuti, il disegno di un faro in riva al mare. 

Ora, io credo di avere un debole per i fari, quindi mi è venuta subito voglia di mettermi a disegnarlo. Penso di aver preso un post-it e di averlo scarabocchiato lì sopra, ma quello che davvero mi aveva colpito di quel video erano gli acquerelli. Con qualche veloce pennellata il disegno a penna si arricchiva di atmosfera.

Mi sono subito messo a cercare informazioni.

Gli acquerelli sono i colori degli esploratori e dei viaggiatori

Credo che a tutti quelli che non ricordano nulla di storia dell’arte, la parola acquerello fa venire in mente quelle pastiglie di colore che si usano da bambini (su carta totalmente inadatta). Era quello che pensavo anche io nonostante avessi studiato, e poi rimosso, che gente del calibro di Turner ha prodotto dei capolavori utilizzando gli acquerelli.

Ma non bisogna pensare solo alle opere esposte nelle gallerie d’arte.

Sia Turner che altri artisti li usavano anche nei loro taccuini di viaggio e di esplorazione.

Sul Beagle con Conrad Martens

Sul Beagle, la nave su cui Darwin elaborò la sua teoria sull’origine delle specie, c’era un disegnatore e acquerellista. Si chiamava Conrad Martens e tra il 1833 e il 1834 ha documentato su uno sketchbook le tappe del viaggio. Vi parlerò di lui in un altro post.

Il fiume Santa Cruz in Argentina
University of Cambridge Digital Library (CC BY-NC 3.0)

In Marocco con Delacroix

Delacroix ha disegnato degli splendidi diari del suo viaggio in Marocco con una spedizione diplomatica francese, nel 1832. Ogni volta che qualche contrattempo rallentava la spedizione, lui era tutto contento perchè poteva disegnare la gente e i paesaggi del posto.

Schizzi ad acquerello sullo sketchbook di Delacroix
Delacroix in Morocco, di Arlette Sérullaz, Maurice Sérullaz

L’esercito fantasma

Durante la Seconda Guerra Mondiale c’era un esercito americano (la Ghost Army) composto principalmente da artisti. Il loro scopo era ingannare il nemico con carri armati gonfiabili e scenografie per fargli credere che lo sbarco in Normandia si sarebbe svolto altrove. Questi soldati/artisti, nel loro tempo libero, hanno riempito sketchbook di disegni e acquerelli sulla loro vita al fronte.

The Ghost Army of World War II by Rick Beyer and Elizabeth Sayles.
Published by Princeton Architectural Press, 2015.

La freschezza di uno sketch

Il bello di tutti questi sketchbook che ho citato è che sfogliandoli si ha l’impressione di essere accanto a chi li ha disegnati. Un quadro famoso è talmente coperto da un’aura di perfezione che difficilmente mi mette in contatto con l’umanità dell’autore e con la sua vita. 

Ma uno sketch è qualcosa di talmente vivo e dinamico che mi fa quasi sentire di essere lì in quel momento, in viaggio con l’artista che magari sta disegnando in piedi in tutta fretta qualcosa che ha colpito la sua attenzione.

a volte sono disegni talmente semplici che ti aiutano a pensare “ok, questo lo posso disegnare anche io”.

Guardate ad esempio questo schizzo di Turner: non sareste in grado di farlo anche voi?

Isole Borromee disegnate da William Turner
Tate (CC BY-NC-ND 3.0)

Ovviamente sto semplificando, è chiaro che Turner aveva un bagaglio, anzi un container, di esperienza; quello che voglio dire però è che guardare uno sketch di un grande artista lo rende molto più accessibile e più umano.

La decisione di tenere un diario di viaggio

Eccomi quindi alla fine della mia giornata di ricerche sugli acquerelli, partita da un video a caso su YouTube. Ormai avevo deciso (di nuovo) che avrei imparato a disegnare. Questa volta però non era tanto per farlo, ma per tenere un diario di viaggio!

L’unico problema è che non viaggio molto, le ferie scarseggiano a tutti! Quindi cosa avrei disegnato?

La soluzione è arrivata presto, ve lo racconterò nella terza parte.

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Conoscete qualche storia interessante di  esploratori del passato? Scrivetemela nei commenti, potrei mettermi alla ricerca dei loro sketchbook!

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