Blog di Urban Sketching e Disegno

Rebus, Maria Ghezzi e l’estetica della Settimana Enigmistica

Ho fatto un rebus. Non l’ho dovuto risolvere, ma proprio idearlo e disegnarlo.

Appena avete letto la parola “rebus” probabilmente vi sarà apparsa nella mente un tipo immagine ben precisa: un paesaggio agreste o un piccolo paese, un cortile, oppure l’interno di un edificio, con personaggi che compiono azioni strane, oggetti un po’ fuori luogo, manifesti appesi al muro di una casa e probabilmente riferimenti alla letteratura classica, al teatro, alla pittura e alla lirica. Un mondo onirico, liminale. E grandi ed eleganti lettere sparse all’interno dell’immagine.

Un’immagine come quella qui sotto, vero?

Questo è il rebus che ho disegnato (se trovate la soluzione potete scrivermela nei commenti).

Avrei potuto concatenare gli oggetti utili alla soluzione su una sola riga, ma, come tutti gli italiani, ho in mente un solo modo in cui puo’ essere rappresentato un rebus, un solo stile, che è quello dei rebus della Settimana Enigmistica.

Non ho mai pensato a chi fosse l’autrice dei disegni della Settimana Enigmistica fino a quando ho cercato ispirazione per creare il mio rebus. È così che ho scoperto che lo stile unico che conosciamo tutti si deve a Maria Ghezzi, artista che dagli anni ’50 fino ai 2000 ha illustrato migliaia di vignette, definendo lo standard visivo dei rebus italiani.

Già pittrice, scultrice e illustratrice, approda alla Settimana Enigmistica dopo aver conosciuto Giancarlo Brighenti, ai tempi a capo della sezione rebus. Grazie a loro i rebus moderni italiani hanno raggiunto la loro complessità e genialità. L’abilità di Maria nel disegno ha permesso di creare enigmi la cui chiave poteva trovarsi nelle espressioni, negli stati d’animo e nella personalità dei personaggi delle sue vignette, non solo nelle semplici azioni che essi compivano.

Maria Ghezzi mentre disegna un rebus, immagine di pubblico dominio da Wikipedia

Ho scoperto sulla mia pelle che disegnare un rebus e’ molto difficile, per quanto divertente e affascinante. Bisogna innanzitutto pensare a quali elementi inserire nella scena e poi pensare a come e dove posizionarli, tenendo sempre presente che un rebus deve avere un senso di lettura da sinistra a destra per poter essere facilmente risolto senza confondere. Immaginate farlo per 50 anni.

Disegnare questo rebus è stato un esperimento interessante, ed è stato un piacere scoprire Maria Ghezzi e i suoi straordinari lavori.

Se volete saperne di piu’ vi lascio un link ad un breve documentario che parla di Maria Ghezzi, in cui interviene tra gli altri Pietro Ichino.

Ichino è docente all’Università degli Studi di Milano ed è stato piu’ volte parlamentare. Ha pubblicato un libro che è un manuale e una scatola degli attrezzi per diventare solutori esperti di rebus.

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